Autore: L'Angolo delle Arti

#ilvenerdìdelweb

Oggi vi segnaliamo questo programma di Rai 5 che trovate disponibile su Rai Play a questo link : Art Night. https://www.raiplay.it/programmi/artnight

Si tratta di una serie di puntate incentrate sull’arte contemporanea, in particolare su un artista o una corrente. Se volete imparare di più sulla spesso incomprensibile Arte Contemporanea vi consigliamo di darci un’occhiata.

Molto interessanti sono anche i parallelismi tra artisti moderni e contemporanei che ci aiutano a capire quanto l’arte pur cambiando le modalità sia sempre stata portatrice di un messaggio universale.

#illibrodelmercoledì

Questa sera vogliamo proporvi un libro legato alla storia dell’arte e i suoi segreti. Si tratta di un testo pubblicato ormai 10 anni fà, scritto da Benjamin Blech e Roy Doliner (uno storico dellarte e un esperto di Talmud) dal titolo “I segreti della Sistina. Il messaggio proibito di Michelangelo”.

Dal titolo si capisce già che l’analisi verte sulle pitture della Sistina, anche se, a onor del vero, bisogna specificare che il libro si concentra principalmente sulla volta dipinta da Michelangelo, con solo un breve excursus sul Giudizio Universale e pochi accenni iniziali al ciclo di affreschi dei pittori fiorentini.

Partendo dalla descrizione degli affreschi che dal 1508 Michelangelo, poco più che trentenne, dipinse sul soffitto di uno degli edifici simbolo della Chiesa Cattolica, il libro ci porta, quasi come in un giallo, tra misteri e sovversioni.

Infatti in quello che potrebbe sembrare un manifesto pittorico del cristianesimo l’artista ha inserito simboli inaspettati:

Perché l’albero del Bene e del Male è un fico e non un melo? 

Perché il serpente tentatore ha cosce e braccia? 

Perché Eva esce dal fianco di Adamo e non da una sua costola? 

Con questi quesiti vi lasciamo alla lettura del libro e al suo messaggio rivoluzionario che ci insegneranno a vedere con occhi nuovi uno dei capolavori della storia dell’arte di tutti i tempi.

#martedìchallenge

E siamo giunti alla seconda settimana, come martedì scorso anche oggi vi chiediamo di “giocare” con noi disegnando insieme. 
Il tema per questa settimana sarà dedicato a “il mio animale domestico”: colui col quale sto condividendo più del solito la mia quotidianità. (E poi diciamocelo, il nostro cane o gatto era uno dei soggetti preferiti da disegnare anche prima della quarantena!).
Per chi non ha in casa animali da compagnia può disegnare anche quello immaginario o che avrebbe sempre voluto, purchè lo condivida con noi postandolo nei commenti!

#lunedìcreativo

Oggi vogliamo suggerirvi un gioco molto divertente inventato da alcuni dei più visionari artisti del 900. Si tratta di un gioco surrealista: “il cadavere squisito” (tranquilli, nonostante il nome non c’è nulla di macabro!). Più si gioca meglio è ma diciamo che servono almeno 2-3 persone con un foglio e una matita ciascuno. 

Si inizia disegnando sulla parte alta del foglio, può essere un animale, un paesaggio, una persona, ciò che si vuole (consiglio non cose astratte). Quando si è finito si piega verso di sè il bordo in alto del foglio in modo da coprire quasi interamente il disegno che avete fatto. A questo punto si passa il foglio a chi si trova alla propria sinistra, questi, potendo vedere solo pochi millimetri del vostro disegno, dovrà partire da essi per costruire un’altra figura. si ripiega il foglio allo stesso modo, si passa al compagno e così via. Due raccomandazioni: non fate disegni troppo grossi (tenete presente che tutti devono avere lo spazio per disegnare) e assolutamente non guardate cosa fa il vicino o ne resterete condizionati. Una volta finito il giro aprite il foglio: vi troverete davanti a un perfetto disegno in stile surrealista! A questo punto dovete dare un titolo, se non vi viene in mente potete fare lo stesso gioco scrivendo sul foglietto delle parole e alla fine del giro provare a dare un senso a ciò che leggete. Molto divertente.

Il surrealismo deriva da una corrente forse meno famosa ma molto importante nello sviluppo dell’arte contemporanea: il Dadaismo. Dada non significa nulla, è un termine scelto per gioco aprendo il dizionario. Nonostante l’apparenza frivola e insensata è un movimento che nasce come protesta contro la barbarie della prima guerra mondiale, il rifiuto della logica e l’enfatizzazione della stravaganza e dell’umorismo erano simbolo di creatività e libertà. Diffondiamole ancora oggi come possiamo!

Il Cadavere squisito nasce da due storie parallele che si incontreranno nel 1925 a Parigi.

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, André Breton ottiene un incarico presso il Centro Neuropsichiatrico di Saint-Dizier. «Il mio compito era esaminare i trasferiti dal fronte per problemi mentali, nonché parlare coi destinati alla corte marziale per valutarne la capacità di intendere e di volere. Lungi dall’usare le loro parole per aggiungere peso a un piatto della bilancia, presto mi appassionai agli apparenti sproloqui, alle visioni e ai sogni. Là ho potuto sperimentare le tecniche della psicanalisi, in particolare la trascrizione dei sogni e dei pensieri senza controllo. Questi sogni, queste associazioni, costituiranno, all’inizio, quasi tutto il materiale surrealista».

Al termine della guerra a Parigi Jacques Prévert, Tanguy, Duhamel ed altri costituiranno un gruppo affiatato di amici che andranno a vivere tutti insieme in Rue de Chateau 54 passando le loro giornate tra creatività, divertimento e anticonformismo. 

Ed eccoci nel 1925. È nei bistrot di Montmartre che gli abitanti di Rue de Chateau incontrano i surrealisti e li invitano a casa loro, inizia così una frequentazione molto assidua sia che al caffè le Cyrano che a casa di Breton. Inizia l’abitudine a incontrarsi ogni sera: si beve del vino, si chiacchera, si commentano i fatti del giorno, si progettano interventi culturali e poi esauriti i temi si tirano fuori carta e penna e ci si mette a giocare. Una sera in cui la noia aleggiava qualcuno dice: «e se giocassimo ai foglietti! (petit papier) È divertente!» così iniziarono a giocare ai foglietti secondo le regole tradizionali ma non durò a lungo e il gioco si allargò rapidamente «basta metterci una cosa qualunque» disse Prévert e al giro successivo, il Cadavere squisito era nato! 

Fu Prévert a scrivere «berrà il vino» e un’altro «nuovo» ed uscì «le cadavre exquis boira le vin nouveau» («Il cadavere eccellente berrà il vino nuovo») lanciando così l’immaginazione dei presenti che non riuscirono più a fermarsi.

«Il gioco è un’attività libera e improduttiva, quindi sovversiva, perché segna il trionfo del piacere sulla realtà» Breton

#domenicad’arte

Come domenica scorsa anche oggi vi parliamo di una grande artista che rappresenta l’icona del coraggio e della forza di volontà (che soprattutto in questi tempi non devono mancare): Frida Kahlo.

A questo link trovate una grandiosa mostra online dedicata alla grande artista.

Faces of Frida, questo il titolo della retrospettiva digitale totalmente dedicata a Frida Kahlo, realizzata da Google collaborando con ben 33 musei internazionali.

Esposti, in questa galleria virtuale, oltre 800 opere, fotografie, lettere private, vestiti e oggetti appartenuti all’artista che i visitatori potranno ammirare e scrutare nei minimi dettagli grazie all’opzione “lente d’ingrandimento” ultra preciso messo a disposizione dalla piattaforma.

Per completare il viaggio nella vita e nell’opera di Frida, grazie allo strumento Google Street View, potrete anche entrare nella celebre Casa Azul, la “casa blu” nel cuore di Coyoacán, un sobborgo di Città del Messico. Un tour virtuale immersivo tra le mura della casa dove Frida nacque il 6 luglio 1907 e dove morì il 13 luglio 1954. La casa dove l’artista visse con il marito Diego Rivera e che quest’ultimo decise di donare popolo messicano, quattro anni dopo la morte della moglie.

Frida Kahlo, ha avuto un’esistenza travagliata e la sua arte riflette il vissuto doloroso, l’animo in tormento e la sua insofferenza. Anticonformista, donna coraggiosa, uno spirito indomito in un corpo però fragile: affetta da spina bifida Frida Kahlo ha dovuto fare i conti con un tremendo incidente avvenuto in autobus quando aveva 18 anni che la costrinse a letto per diversi mesi. Per cercare di alleviare le sofferenze della permanenza a letto i genitori le regalarono colori e pennelli installando sul soffitto della sua stanza uno specchio, proprio affinchè potesse dipingere se stessa. Come si legge in un suo scritto: «Dipingo autoritratti perché sono spesso sola, perché sono la persona che conosco meglio».

Diego Rivera, affascinato dalle opere di Frida la prende sotto la sua ala e la inizia alla società: i due si sposano nel 1929 e le nozze destano non poco scalpore considerando che Rivera, artista della rivoluzione, ha 21 anni più di lei e tre matrimoni falliti alle spalle. Un’unione però non sempre felice: Rivera tradisce continuamente Frida che lo ripaga con la stessa moneta.
Dopo il divorzio si riavvicinarono e convolarono nuovamente a nozze.

Nelle opere di Frida la tradizione messicana classica si unisce al Surrealismo. A notarla è stato proprio André Breton che, rimasto particolarmente colpito dei dipinti della donna, la invitò a Parigi per una mostra, definendola «una surrealista creatasi con le proprie mani».
Anni dopo lei dichiarerà: «Pensavano che anche io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni.»

#ilsabatodeldisegno

Siamo di nuovo a sabato che è sempre dedicato a voi e ai vostri disegni!
Da adesso a sabato prossimo questo post rimane a vostra disposizione: pubblicate nei commenti i vostri lavori (schizzi, bozze, idee, dipinti, progressi … tutto ciò che fate di artistico!). 
Chiunque può pubblicare, chi è già un artista e chi magari approfitta di questi giorni per riprendere in mano la matita, chi segue i nostri corsi e chi no … troviamo il modo per diffondere arte! 

#venerdìnelweb

Oggi vi suggeriamo un sito interessante che può tornare utile sia se lavorate in digitale sia se avete bisogno di qualche suggerimento sugli abbinamenti cromatici: Adobe Color

https://color.adobe.com/it/create (consigliata la versione web).

Di seguito troverete alcune linee guida per l’utilizzo del programma:

Si tratta chiaramente di un prodotto Adobe (come Photoshop, illustrator ecc..) ma in questo caso è free. Permette di esplorare il colore, le sfumature e le tinte in modo utile e intuitivo.

Possiamo regolare il tipo di “armonia” che cerchiamo (complementari, monocromatici ecc) e variare tutti i parametri fino ad ottenere ad esempio l’esatto colore complementare di una certa tinta. Se ben osservate noterete che ciascuna sfumatura ha un suo “codice” (es.#B070FF) potete copiare questo numero nella palette di colori del programma che usate per il disegno digitale in modo da ottenere quel colore e viceversa. Con “estrai tema” è possibile caricare un file ed esplorare ciascuna tinta e partendo da essa, eventualmente, trovare relazioni con altri colori grazie alla “ruota colore”. “Estrai sfumatura” permette, selezionando un gruppo di colori dal vostro file, di sfumarli insieme, e di conseguenza campionare i colori che si creano da questa mescolanza.

Se invece siete pigri o per niente digitali e volete solo avere un gruppo di colori che non “stonino” se abbinati vi suggeriamo la sezione “esplora”: lì troverete abbinamenti già creati da altri utenti, sui quali potete cliccare per ottenere codici, metodi colore, corrispondente Pantone o scaricarli.   

Il nostro suggerimento è comunque di giocare col programma e sperimentare ( è più facile a farsi che a dirsi!). Vedrete che non potrete farne a meno che dobbiate dipingere un cielo al tramonto, imbiancare casa o semplicemente abbinare la cravatta!

#iltutorialdelgiovedì

#iltutorialdelgiovedì

Oggi vi proponiamo un tutorial sul disegno del viso. Spesso durante le nostre lezioni ci avete chiesto dritte e consigli per riuscire a riprodurli al meglio: ecco un ripasso con le linee guida principali da seguire quando si parla di volti!

Provate a esercitarvi e a caratterizzare il viso cambiando dimensioni e forme dei dettagli, se volete potete ritrarre una di quelle (poche) facce che ultimamente vi ritrovate a fissare (più del solito) e postatelo nei commenti! 

(Non vale la scusa di essere in quarantena da soli, nel caso: un bel autoritratto!)

 

#illibrodelmercoledì – 18/03/20

Questa sera vi proponiamo un’interessante lettura: Cromorama di R. Falcinelli.

Il sottotitolo è “Come il colore ha cambiato il nostro sguardo” ma potremmo modificarlo in “come questo libro cambierà il vostro modo di vedere la realtà”.

Innanzitutto vi preannunciamo che nonostante sia un tomo di più di quattrocento pagine la lettura è incredibilmente semplice e scorrevole. Il libro è ricchissimo di illustrazioni e diviso in “Parti” ciascuna tratta il colore dal punto di vista storico, narrativo, pittorico e percettivo. Ogni capitolo reca il nome di una tinta e, partendo da essa ci narra l’evolversi del nostro sguardo e della nostra percezione a causa della cultura, del marketing o delle tecnologie digitali.

Capiamo il perchè di tante scelte di marketing legate al colore (sapevate che la maionese in Francia e in America ha due colori differenti?), e ci ritroviamo a riflettere su cose alle quali non abbiamo mai fatto caso (perchè la matita per eccellenza ce la immaginiamo smaltata di giallo?). Scopriamo che in passato era osservando i colori con cui era dipinto un quadro che si poteva riconoscere la ricchezza del committente e che addirittura si rischiava di  essere processati se si mescolavano i colori sbagliati. Infine ci ritroviamo a rimuginare sulla nostra quotidiana percezione di forme e colori (la mia maglietta bianca nella penombra della sera non sarà bianca quanto sotto il sole di mezzogiorno).

Certo, non è il primo e non sarà l’ultimo libro sul colore ma lo consigliamo poichè attraversando storia, letteratura, cinema, fisica e design spiega in modo molto semplice come il nostro modo di “vedere” non sia per nulla simile a quello dei nostri nonni.

Vi lasciamo con una domanda che vi sembrerà curiosa (citazione da un altro libro):

Chi è Maluma e chi è Takete?

#Martedìchallenge – 17/03/20

Chiusi in casa da ormai una settimana il panorama che ormai sappiamo a memoria è quello che ci si presenta affacciandoci alla finestra. 

Ecco che allora lanciamo una sfida “en-plain-air” ai tempi del Coronavirus: condividete disegni o dipinti del “panorama” che vedete fuori dalla finestra (meglio ancora dal terrazzo, così prendete un po’ di sole e fate amicizia con i vicini). Una volta terminato il vostro capolavoro, che sia uno schizzo veloce o un quadro iperrealista, postatelo nei commenti!

#lunedìcreativi – 16/03/20

Un’altra settimana da passare in casa: serve un po’ di creatività per intrattenere i bambini! 

Ecco la ricetta per fare in casa una pasta modellabile:

in un pentolino versate:

2 tazze di bicarbonato

1 tazza di maizena

1 tazza e mezzo d’acqua

Dopo aver mescolato bene accendete il fuoco e fate cuocere a fuoco lento finchè la pasta si addenserà e si staccherà dalle pareti (qualche minuto).

Non fatevi tentare dalla sensazione di bianchissima morbidezza e lasciatela raffreddare prima di manipolarla! 

Noterete che, trascorso qualche minuto (non lasciatela troppo tempo all’aria o si seccherà!), la pasta risulterà più compatta, potete allora iniziare a manipolarla, a stenderla con le mani e a fare le vostre piccole creazioni. 

E’ consigliabile cercare di lavorare un pezzo unico, poichè le “aggiunte” risultano sempre un po’ difficili da “attaccare”. In quest’ultimo caso potete aiutarvi inumidendo col dito le parti che volete unire (effetto colla). Non disdegnate l’aiuto di uno stuzzicadenti per rifinire i particolari!

La pasta permette di raggiungere un discreto livello di dettaglio (per essere artigianale), non sbriciola (se lo facesse avete messo troppa poca acqua oppure è esposta all’aria da troppo tempo) e una volta secca risulta ben compatta. Se lo desiderate una volta asciutta potete dipingerla, magari mescolando un po’ di colla vinilica ai colori (per aumentare la presa sulla superficie e consolidare il tutto). 

Aspettiamo di vedere le vostre creazioni!

#domeniched’arte – 15/03/20

La domenica è il giorno che dedichiamo alla storia dell’arte.

Visto che nel 2020 si celebra il cinquecentenario della morte di Raffaello abbiamo pensato di condividere con voi qualche curiosità sul suo lavoro!

 

Innanzitutto una brevissima biografia:

Raffaello nasce a Urbino nel 1483. Il padre, Giovanni Santi, è un modesto pittore della corte di Urbino. Giorgio Vasari ci racconta che fin da piccolo egli mostrò il suo talento, aiutando il padre in numerose opere, e iniziando l’apprendistato presso il Perugino.

A vent’anni, rimasto orfano, si trasferisce a Firenze per imparare dai grandi pittori: Leonardo e Michelangelo. Pochi anni dopo inizia a lavorare a Roma per papa Giulio II, che gli commissiona una serie di decorazioni nelle sue stanze a Palazzo Vaticano. La commissione segna la svolta nella carriera del pittore, dal momento che fino ad allora era stato considerato un artista in formazione e non aveva ancora ricevuto incarichi di tale importanza e prestigio.

Da allora, pur lavorando anche per altri mecenati, rimane prevalentemente al servizio di Giulio II e del suo successore Leone X, diventando l’artista più ricercato di Roma. 

Raffaello muore il 6 aprile 1520 a soli 37 anni ed è stato sepolto, come aveva chiesto, nel Pantheon di Roma, sulla sua epigrafe si legge: 

“Qui è quel Raffaello da cui,

fin che visse Madre Natura temette

di essere superata da lui e quando morì temette di morire con lui.”

 

 

Una delle sue opere più conosciute è senza dubbio la “Scuola di Atene”, nelle Stanze Vaticane, che mostra l’incontro tra i più grandi filosofi e matematici di tutti i tempi. All’epoca Raffaello aveva circa 27 anni e forse non tutti sanno che in quell’affresto si divertì a citare (in modo più o meno garbato) alcuni dei suoi illustri colleghi .

La scena è così dominata da due figure centrali, Platone ed Aristotele.

Il primo ha il volto di Leonardo da Vinci, punta il dito verso l’alto ad indicare il Bene  ( il mondo platonico delle idee – iperuranio) che si raggiunge nel pensiero, oltre le cose “terrene”.

Aristotele, invece, ha il volto del maestro di prospettive Bastiano Da San Gallo, la sua mano, sollevato a mezz’aria, indica il processo inverso a quello platonico ossia il ritorno dal mondo intellegibile (del pensiero) al mondo sensibile (delle “cose”) col fine di trasformare la realtà in modo da renderla quanto più “ideale” (vicina all’Idea).

Un altro importante personaggio che troviamo ai piedi delle scale è Eraclito. Il filosofo, appoggiato ad un blocco di marmo quasi al centro della scena, è raffigurato con il volto di Michelangelo Buonarroti (forse poichè entrambi risultavano schivi, cupi e burberi). Inizialmente Raffaello non lo aveva inserito nella scena poichè tra i due vi erano diverse rivalità (soprattutto di natura artistica)

Solo dopo aver chiesto e ottenuto il permesso di entrare nella Cappella Sistina (quasi ultimata da Michelangelo) e essere rimasto colpito dalla tecnica e bravura del suo concorrente decise di inserirlo nella “Scuola di Atene”, raffigurandolo, come gesto di scherno, con ai piedi un paio di scarponi ( a differenza di tutti gli altri personaggi, a piedi nudi). Sarebbe stato davvero ingiusto escluderlo ma Michelangelo restava comunque un suo rivale! 

Pare infatti che quest’ultimo avesse un rapporto curioso con i suoi stivali: sembrava non volesse sfilarli quasi mai, neanche per dormire, venivano sostituiti solo quando completamente usurati ed inutilizzabilli. E’ ben noto che il Buonarroti, pur essendo ricco, conducesse una vita estremamente umile.

Infine Raffaello non potè esimersi dal ritrarre anche se stesso, in alto all’estrema destra sbuca il suo viso, seminascosto dagli altri personaggi. 

Parlando di “gossip” non ci è possibile non citare la famosa Fornarina, che Raffaello raffigurò in svariate opere. Il suo nome era Margherita Luti, ma veniva chiamata Fornarina perchè figlia di un fornaio, e altro non era che l’amante del pittore. Quando Raffaello fu chiamato a Roma per affrescare la Loggia del Palazzo della Farnesina di Agostino Chigi, pretese ed ottenne che anche la sua amata potesse trasferirsi lì con lui.

Infine ricordiamo che Raffaello fu anche il primo sovrintendente dei beni culturali della storia. Su richiesta di papa Leone X fu il primo a svolgere un’inchiesta circa lo stato di conservazione dei monumenti più antichi a Roma e a redigerne un’accurata lista, con proposte di “salvataggio” e tutela,  nota come la “Lettera di Raffaello d’Urbino a Leone X”, databile al 1519. Si tratta quindi di una preziosa testimonianza del crescente interesse e dell’amore per l’antichità che andava maturando durante tutto il Rinascimento, fino a raggiungere una consapevolezza moderna sulla loro conservazione.

#ilsabatodeldisegno – 14/03/20

Il sabato è dedicato a voi e ai vostri disegni!

Non lasciatevi impigrire e, visto che siete a casa (ma anche quando non lo sarete più) DISEGNATE e poi condividete con noi i vostri lavori (schizzi, bozze, idee, dipinti, progressi … tutto ciò che fate di artistico).

Da adesso a sabato prossimo questo post rimane a vostra disposizione: pubblicate nei commenti le vostre creazioni!

Chiunque può pubblicare, chi è già un artista e chi magari approfitta di questi giorni per riprendere in mano la matita, chi segue i nostri corsi e chi no … troviamo il modo per  diffondere arte!

#webfriday – 13/03/20

Stasera vi indichiamo questo sito:

https://artsexperiments.withgoogle.com/artpalette/colors/242726-886c5f-d04b18-dfb24a-d4c5aa

si tratta di “Artpalette” un sito che, sulla base di una palette di colori che impostate voi usando i quadratini in alto, ricerca opere grafiche, pittoriche, fotografiche ecc da tutto il mondo. E’ utile e interessante sia per analizzare le connessioni tra l’uso degli stessi colori nelle varie opere sia per conoscere artisti nuovi! 

Quali abbinamenti avete cercato? Mandateci uno screenshot e postatelo come commento!

 

E se volete approfondire il lavoro di qualche grande artista ecco 10 musei da visitare stando a casa (tour virtuali e collezioni online)

 

  1. Pinacoteca di Brera 

https://pinacotecabrera.org/

Il museo espone una delle più celebri raccolte in Italia di pittura, specializzata in pittura veneta e lombarda, con importanti pezzi di altre scuole. Propone, inoltre, un percorso espositivo che spazia dalla preistoria all’arte contemporanea, con capolavori di artisti del XX secolo.

Milano – via Brera 28

 

  1. Galleria degli Uffizi 

https://www.uffizi.it/mostre-virtuali

La Galleria degli Uffizi costituisce per quantità e qualità delle opere raccolte uno dei più importanti musei del mondo. Ospita una raccolta di opere d’arte, dal XII al XVIII secolo, inestimabili, derivanti dalle collezioni dei Medici; vi si trova la più cospicua collezione esistente di Raffaello e Botticelli.

Firenze – piazzale degli Uffizzi 6

 

  1. Musei Vaticani 

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/musei/tour-virtuali-elenco.html

Musei Vaticani sono il polo museale della Città del Vaticano. Fondati da papa Giulio II nel XVI secolo, sono una delle raccolte d’arte più grandi del mondo, dal momento che espongono l’enorme collezione di opere d’arte accumulata nei secoli dai papi: la Cappella Sistina e gli appartamenti papali affrescati da Michelangelo e Raffaello sono parte delle opere che i visitatori possono ammirare nel loro percorso. 

Roma – viale Vaticano 6

 

  1. Museo Archeologico  

https://www.namuseum.gr/en/collections/

Il Museo Archeologico di Atene è il più grande museo della Grecia e il più ricco del mondo relativo all’arte ellenica, con esposizioni che riguardano tutta la storia e la produzione artistica dell’antica Grecia dal periodo cicladico, al miceneo, a quello classico. Conserva anche collezioni egizie e romane.

Atene – Odos 28 Oktovriou 

 

  1. Prado

https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-works

Al Prado sono esposte le opere dei maggiori artisti italiani, spagnoli e fiamminghi,  possiede la più completa collezione di pittura spagnola dall’XI al XVIII secolo e molti dei capolavori di grandi pittori di valore universale come El Greco, Velázquez, Goya, Bosch, Tiziano, Van Dyck e Rembrandt.

Madrid –   Calle de Ruiz de Alarcón, 23

 

  1. Louvre 

https://www.louvre.fr/en/visites-en-ligne

Il museo del Louvre è il primo museo per numero di visitatori: 10 milioni nel 2018.

La collezione comprende oltre 380.000 oggetti e opere d’arte. Sono in esposizione permanente 35.000 opere, rappresenta la seconda più grande collezione di arte pittorica del mondo dopo quella del Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo in Russia.

L’immensa collezione segue un orientamento tematico all’interno di varie zone dello spazio espositivo: antichità orientali, egizie, greche, romane e etrusche, storia del Louvre, Louvre medievale, pittura, scultura, oggetti d’arte, arte grafica e arte islamica.

Fra i dipinti più famosi del museo ci sono la Gioconda di Leonardo da Vinci, La Libertà che guida il Popolo di Delacroix e Le nozze di Cana di Veronese, mentre tra le sculture troviamo la Venere di Milo dell’Antica Grecia, lo Scriba rosso dell’Antico Egitto, la Vittoria di Samotracia di produzione ellenica.

Parigi – Rue de Rivoli

 

  1. British Museum  

https://www.britishmuseum.org/collection

Il British Museum ospita circa 8 milioni di oggetti che testimoniano la storia e la cultura materiale dell’umanità dalle origini alla contemporaneità.

Su una superficie di circa 54.000 mq si ammirano oltre quattro milioni di oggetti: ossa preistoriche, la tomba Payava del IV secolo a.C. proveniente dalla Grecia, blocchi del Partenone, mummie egizie, la Stele di Rosetta, intere sale di palazzi assiri, dipinti, ceramiche, vasi, tombe, sculture, sarcofagi, gioielli, lampade, papiri ecc.

Londra – Great Russell St, Bloomsbury

 

  1. Metropolitan Museum 

https://artsandculture.google.com/explore

Il Metropolitan Museum of Art, a cui spesso ci si riferisce con il nomignolo di “The Met”, è uno dei più grandi ed importanti musei degli Stati Uniti. La collezione permanente del Met contiene più di due milioni di opere d’arte, suddivise in diciannove sezioni.

Sono permanentemente esposte opere risalenti all’antichità classica e all’antico Egitto, dipinti e sculture di quasi tutti i più grandi maestri Europei, e una vasta collezione di arte statunitense e moderna, nonché una notevole quantità di opere d’arte africane, asiatiche, dell’Oceania, bizantine e islamiche.

Il museo ospita anche delle collezioni enciclopediche di strumenti musicali, abiti e accessori d’epoca e armi ed armature antiche provenienti da tutto il mondo.

New York – 1000 Fifth Avenue at 82nd Street

 

  1. Hermitage – San Pietroburgo 

https://www.hermitagemuseum.org/…

 

L’Ermitage ospita una delle più importanti collezioni d’arte del mondo.

Composto di ben otto compartimenti che espongono opere relative alle Culture Primitive, dal Paleolitico agli Slavi, l’Arte Orientale, l’Arte del Vicino Oriente e del Medio Oriente, le Antichità Classiche, la Cultura ed Arte Russa, oltre all’Arte dell’Europa Occidentale, l’Hermitage offre ai visitatore un quadro completo dello sviluppo e della storia delle arti figurative mondiali.

Apple ha pubblicato un filmato di 5 ore e 19 minuti, girato un’unica ripresa, che consente di visitare da vicino 45 gallerie e un totale di 588 opere straordinarie. Il tutto è accompagnato dalle performance dei ballerini del Teatro dell’Hermitage sulle musiche del compositore e pianista russo Kirill Richter.

https://youtu.be/49YeFsx1rIw

San Pietroburgo – Palace Square 2

 

  1. National Gallery of art 

https://www.nga.gov/index.html

La National Gallery di Washington con le sue collezioni ricche di capolavori, quasi settecento anni di storia dell’arte, spaziando dall’arte europea a quella del Nuovo Mondo. La pinacoteca in particolare è la più vasta e completa degli Stati Uniti ed arriva, partendo dall’arte bizantina, fino al XX secolo.

Washington – National Mall tra 3rd e 7th Street su Constitution Avenue

#restiamoacasaedisegnamo

Eccoci qui, sono passati tre giorni dalla chiusura dello studio e ci ritroviamo a fissare lo schermo di un computer invece dei vostri cavalletti.

In questo periodo abbiamo tutti avuto modo di riflettere su questa situazione e il sentimento è comune: ansia per il contagio e per i nostri cari e sensazione di precarietà e impotenza di fronte alla vastità dell’evento e alle sue conseguenze. A queste si somma la preoccupazione per la ricaduta economica che la sospensione dell’attività (difficile ma necessaria) reca a tutte le piccole realtà come la nostra.

Crediamo tuttavia che in questo momento così fragile sia più che mai importante coltivare positività e bellezza nell’attesa di ritrovarsi. Per questo motivo non smetteremo di fare e condividere Arte! 

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#restiamoacasaedisegnamo